È da un bel po’ che non scrivo un post serio sul blog, a parte mettere i miei appunti… beh, per la serie “Filosofia spicciola”, oggi tornerò a farlo, ispirato da una bella conferenza su “Storia e futuro della microelettronica” tenuta ieri in facoltà dai docenti del DEIS B. Riccò (che è anche il mio insegnante di circuiti digitali) e L. Benini. Preparatevi a un lungo viaggio sull’Espresso della Filosofia, o a una serie di seghe mentali degne del peggior Kant: dipende dal punto di vista.
Archive for the ‘Filosofia spicciola’ Category
Pensiero Artificiale
Thursday, May 28th, 2009Autodistruzione
Tuesday, September 23rd, 2008Governi liberisti di centrodestra che quasi nazionalizzano industrie in via di fallimento. Sindacati che fanno di tutto per far fallire una compagnia, mandando a casa centinaia di lavoratori (che esultano). Ma non sembra anche a voi che ci sia qualcosa che non va?
È una strana storia questa di Alitalia; onestamente all’inizio non la trovavo troppo interessante – ma mi sto ricredendo. (more…)
Diritti e doveri
Sunday, June 29th, 2008Non riesco a commentare a questo articolo sul Bologna Pride http://www.spiderfrommars.splinder.com/post/17638876 (la parte più interessante sono i commenti in effetti), quindi riscrivo e amplio un po’ (beh… diciamo molto
) la mia risposta e la pubblico qui.
Disclaimer: se avete paura dei testi più lunghi di sette-otto righe, NON cliccate su “Read the rest of this entry”. Io vi ho avvisato, eh
Soddisfazione
Saturday, June 28th, 2008Soddisfazione: un’emozione davvero rara. Ci sono moltissimi momenti nella vita in cui possiamo dire di essere felici (anche se quando siamo tristi non ci pensiamo e diciamo di essere sempre stati tristi!), ma pochi in cui ci possiamo sentire soddisfatti. La soddisfazione è qualcosa di abbastanza estraneo all’essere umano, e se c’è, è momentanea. Meglio così: se fossimo sempre soddisfatti, non avremmo alcuno stimolo per andare avanti (ma perché andare avanti, se si è soddisfatti? già, è un circolo vizioso).
Comunque sia, questo cappellozzo filosofico-introduttivo serve a introdurre il fatto che ieri ho avuto una piccola soddisfazione. Non di quelle cose che ti cambiano la vita, ma di quelle che ti fanno piacere. In breve, ieri ho superato l’esame di Fisica Generale L-B con il voto di 30 e lode… Tutto qui? Già, in effetti non è niente di che, per uno che legge. Per me però, che c’ho messo l’anima per capire veramente questa bellissima materia, è stata una gran bella soddisfazione.
Soddisfazione giustamente momentanea, perché altri “esami”, di cui alcuni molto più importanti (non mi riferisco strettamente all’ambito universitario, parlo in via generale), mi aspettano nella vita… ma sapere di averne passato uno a cui tenevo particolarmente è incoraggiante
Francia 0 – Italia 2. Almeno nel calcio.
Wednesday, June 18th, 2008Ieri sera l’Italia di Donadoni, così vituperata dai media, ha salvato abbondantemente l’onore battendo la sua nemica storica. È stata una partita molto più bella della classica Italia-Francia di puro logoramento, soprattutto perché la Francia è evidentemente decaduta più di quanto non sia decaduta l’Italia, dal punto di vista calcistico.
L’evento, oltre che di grande soddisfazione
, è stato secondo me molto interessante anche per un altro motivo, un motivo sociale. L’Italia è, in questo momento, un paese che si sente isolato, inferiore al resto d’Europa (non senza ragioni), debole. Anche nel 2006 il paese era in questa situazione, ma forse se ne era reso conto in misura minore. Ora, perlomeno per quanto posso vedere io, gli italiani si sentono davvero sotto al resto del mondo. (more…)
E così furono venti.
Friday, May 16th, 2008Mi accingo a varcare quella “soglia ideale” del ventesimo compleanno (mentre scrivo, perchè quando pubblicherò questo articolo, l’avrò già varcata), e il pensiero fa un effetto strano.
Poche volte come questa mi sono apparentemente interessato così poco al mio compleanno; sebbene già gli anni scorsi non fossi particolarmente amante degli auto-festeggiamenti genetliaci, quest’anno ho superato me stesso, in quanto praticamente fino all’ultimo ho ignorato questa data.
Eppure, sto pensando proprio in questo momento, in questo caso si potrebbe dire che la data è simbolicamente importante. La prima cifra della mia età, quella “più significativa”, cambia dopo dieci anni, ed è buffo pensare a quante cose siano cambiate in questi dieci anni e a quante siano rimaste uguali. Dieci anni fa ero un bambino, con molte speranze, molti sogni, diverse capacità, un ottimismo di fondo e un pessimo carattere. È in questi dieci anni che il mondo si è “schiuso” davanti a me, sotto praticamente ogni punto di vista.
È in questi dieci anni che ho stretto veramente amicizie forti, fraterne. Certo, avevo amici anche prima di compiere dieci anni (le stesse persone, principalmente), ma erano amicizie infantili, basate solo sul gioco. Anche queste amicizie si sono schiuse.
È in questi dieci anni che ho vissuto molto probabilmente alcune delle esperienze più interessanti di tutta la vita, non perché non ne possa fare altre in futuro ma perché queste sono entrate a far parte della mia personalità più di qualsiasi altra esperienza.
È in questi dieci anni che ho veramente conosciuto le mie aspirazioni, ho capito ciò che so fare meglio e ciò che mi piace fare. Ho formato il mio carattere in ogni senso.
Però non ho perso l’essenza. Fondamentalmente, nel profondo, non sono affatto diverso da com’ero dieci anni fa. I miei gusti si sono evoluti, ma non sono stati stravolti; le mie aspirazioni e i miei sogni sono “esplosi”, ma senza rinnegare il seme che era presente già allora; il mio pessimo carattere poi è rimasto tale e quale! Io sono sempre lo stesso bambino: quello che non voleva mai giocare a pallone e sempre inventare storie, quello che da chierichetto faceva cadere le ampolline di vetro durante la messa, quello sempre attento a scuola ma con poca voglia di studiare a casa. Quello che voleva fare l’inventore, e ha finito per iscriversi a ingegneria: beh, in fondo non siamo troppo lontani!
L’ultima cosa che posso pensare è che passando dai diciannove ai venti la mia vita cambi radicalmente, ci mancherebbe altro. Però è un buon momento per guardarsi indietro. Tutto ciò che mi è successo negli ultimi vent’anni, dalle cose più belle a quelle più tragiche, valeva la pena di essere vissuto: ora che lo riguardo, conferisce “sapore” a tutto. Spero, anzi credo, anzi ne sono certo, che il futuro non mi riservi niente di meno di quello che ho vissuto, e ringrazio Dio per quello che è il mio passato e per quello che è il mio futuro, e anche per il povero presente, sempre bistrattato.

