Funzioni aggiuntive, gratis, non Microsoft… sembrerebbe quasi perfetto
… eppure pare proprio che qualche piccolo problemino ce l’abbia… ad esempio, spyware e adware a volontà…
Vi lascio un link, e intanto io corro a disinstallare Plus!
Funzioni aggiuntive, gratis, non Microsoft… sembrerebbe quasi perfetto
… eppure pare proprio che qualche piccolo problemino ce l’abbia… ad esempio, spyware e adware a volontà…
Vi lascio un link, e intanto io corro a disinstallare Plus!
Torniamo a regime dopo i bagordi elettoral-pasquali con un argomento spinosissimo: il Trusted Computing
Cos’è il Trusted Computing? In parole povere, una serie di protezioni hardware (inserite quindi fisicamente all’interno del computer) che, secondo i progettisti, dovrebbero permettere di rendere del tutto impossibile l’uso di software pirata e compagnia bella (mp3 scaricati, giochi scaricati, ecc.)
Questa nuova tecnologia sta suscitando moltissime polemiche in quanto chi controlla i contenuti non è l’organizzazione statale, ma sono le multinazionali produttrici di software, che ovviamente sono le più interessate ad evitare la copia dei software. Molti però pensano che tutte le diverse protezioni potranno essere usate a scopo di monopolio.
Vi faccio un esempio che ho letto su internet. Immaginiamo un ufficio, oggi, che vuole passare dalla suite di programmi per ufficio Microsoft Office alla concorrente OpenOffice. E’ sufficiente disinstallare Office e installare OpenOffice (che tra l’altro è in grado di leggere normali file .doc di Word, .xls di Excel eccetera). Fra dieci anni, quando il Trusted Computing (d’ora in poi TC per brevità) sarà già attivo da un po’, i file .doc saranno protetti in modo tale che per convertirli in un formato leggibile da OpenOffice sarebbe necessario chiedere l’autorizzazione a tutti i computer che hanno originariamente (magari molti anni fa) scritto i file. Nessun ufficio potrebbe permettersi di chiedere autorizzazioni per ognuno dei suoi file. Risultato: nessuno può più passare da Office a OpenOffice.
Personalmente io non sono del tutto contrario al TC. Per esempio, per i giochi (per computer e soprattutto per console) mi sembra una politica corretta nei confronti degli sviluppatori. Magari non mi favorisce (ammetto di aver utilizzato molte volte giochi copiati o scaricati nella mia carriera videoludica) ma non posso dire che non sia giusta. Anche per i software non la si può reputare del tutto ingiusta, magari controllata attentamente dagli organismi Antitrust per evitare monopoli. Però è anche vero che, in quanto sostenitore del free software (alla maniera “moderata” di Linus Torvalds, il creatore di Linux), trovo abbastanza insostenibile l’idea che mi vengano tolte alcune libertà.
Tra l’altro Linux si trova in una posizione particolare riguardo al TC. I driver necessari per il TC rilasciati da IBM ed alcune altre società sono già disponibili in Linux (prima ancora che in Windows!), ma quelli che saranno i più importanti – presumibilmente quelli di Microsoft – non verranno probabilmente mai rilasciati per il pinguino. All’atto pratico, fra qualche anno Linux potrebbe ritrovarsi “monco” di molte possibilità di scambio di multimedia con Windows e Mac OS.
La soluzione che vedo io è questa: tenere separati i contenuti protetti da quelli non protetti. Se fate un filmato e lo volete distribuire, distribuitelo nel formato libero OGG Theora (.ogg) e dite di leggerlo con il lettore multimediale VLC (http://www.videolan.org/vlc/). Come fare? Fate il filmato in .avi come di norma, poi li convertite in ogg con ffdshow(http://sourceforge.net/projects/ffdshow/), li piazzate su internet e ci scrivete vicino “Per vedere questo filmato scaricare VLC”, con il collegamento. Niente di più difficile che fare un video normalmente.
Vi do un paio di link sul TC, così se volete potete informarvi:
PI o Punto informatico, quotidiano internet(cercate soprattutto la rubrica “Untrusted”)
Il sito di riferimento per chi odia il Trusted Computing(a volte un po’ eccessivo, ma sicuramente è l’unico sito insieme a PI in cui ci si può davvero informare sul TC)
Auguri di buona Pasqua a tutti i (pochi ma buoni) lettori di questo blog!
11 giorni! Cavolo, non m’ero accorto che era così tanto che non postavo! Spero di aver tempo di postare per fare gli auguri di buona Pasqua, sennò: auguri!
Oggi vado tranquillo a leggere la mia gmail su mail.google.com e mi trovo un simpatico messaggio, intitolato “leggi”, che non posso proprio fare a meno di pubblicare:
Il mio profondo odio per ogni genere di catena di sant’Antonio ha subito aguzzato la mia vista. Prima di tutto, ho pensato, MSN è un servizio gratuito per cui non ho dato dati personali sufficienti a rendere possibile che mi venga chiesto un pagamento. Inoltre, se la società che gestisce MSN (Microsoft
) controlla che io spedisca questa mail a 18 persone (cosa tecnicamente difficilissima) commette un reato gravissimo contro la privacy. Ragion per cui la mail deve essere falsa.
Una rapida capatina su Google cercando “msn 18″ (il numero delle persone a cui dovrei rispedire la mail) ha naturalmente confermato la mia ipotesi. Il primo risultato trovato è stato www.hoax-slayer.com/msn-18-contacts.html. Vedete da voi che è tutto falso. Vi riporto solo la parte finale, tradotta da me:
Se MSN stesse pensando di far pagare i suoi servizi standard di MSN e di mail, sicuramente non baserebbe la propria decisione su quante volte un messaggio stupido è stato spedito a qualcun’altro. Questo genere di ipotesi è semplicemente ridicolo.
L’”avviso” consiglia ai lettori “andate sul sito (www.msn.com) e vedrete anche voi”. Tuttavia, sul sito di MSN non c’è nulla che confermi questa storiella in alcun modo.
Come i suoi molti predecessori, questo messaggio è semplicemente “nonsense” (ndArunax: e, aggiungerei io, SPAM) e dovrebbe essere cancellato invece che inoltrato.
Il 99,9% di questo genere di messaggi sono solo spam. Non è per essere odioso che ve lo dico – una volta un mio amico se l’è presa perchè gli ho detto di non inviarmi più catene di sant’Antonio – ma è per evitare la diffusione di spam inutile che intasa la rete senza nessun motivo (e spesso facilita la diffusione di spyware e altra robaccia varia): non inoltrate MAI catene di sant’Antonio, a meno che una ricerca su Google non vi confermi che sono vere. E se sono vere, dimostratelo allegando i collegamenti ai siti che lo dimostrano.
D’ora in poi, ogni volta che riceverò una catena di sant’Antonio, la posterò qua sul blog, così verificheremo insieme qual è la percentuale di quelle reali…
E’ più di una settimana che non posto (a causa di gita scolastica e successivi impegni), ma oggi ho deciso di fare un post breve breve perchè sono diventato alpha tester della prossima versione di Ubuntu; ovvero provo a usare una versione ancora in sviluppo dell’OS e contribuisco a correggere gli errori (più che altro segnalandoli nel modo più preciso possibile). Al contrario di quanto normalmente avviene con i software proprietari, nel software libero TUTTI possono contribuire alle operazioni di correzione dei bug; e questo, naturalmente, è un grosso vantaggio.
La grande efficienza di questo metodo nella risoluzione dei bug è evidente appena si nota la fantastica stabilità di questa versione ancora molto preliminare: quando, fra un paio di mesi, uscirà la versione definitiva, sarà probabilmente uno dei sistemi più stabili e sicuri mai creati (almeno, questa è la mia opinione).
Speriamo che Microsoft impari la lezione e si avvicini un po’ all’open source, in modo da permettere la correzione tempestiva di tutti i bug. Segnali buoni ci sono per quanto riguarda Internet Explorer 7: pare che ogni utente potrà denunciarne i bug a Microsoft… speriamo bene!