… ovvero naturalmente perdere i dati sul proprio hard disk! Stavolta ci sono andato proprio paurosamente vicino: facendo un esperimento di installazione di un sistema operativo particolare (no, chiaramente non è Linux sennò non avrei fatto danni) su una delle mie partizioni, ho involontariamente cancellato in maniera completa e (temevo) definitiva la tabella delle partizioni del disco. Risultato: tutti i dati ancora lì belli freschi, ma inaccessibili.
Chi mi conosce sa che per quanto me la cavi con i computer, non sono un esperto di livello tale da andare a recuperare dati con programmi tipo dd_rescue o da ricordarmi a memoria quanti cilindri ha la mia partizione x e restaurarla.
Ragion per cui, dopo un momento di panico totale, ho cercato programmi alternativi, possibilmente più automatici e più semplici, per ripristinare le mie tre belle partizioni con tanta roba installata e soprattutto un sacco di file, documenti, foto…
Prendo una Ubuntu Live CD a caso dalla mia medioteca e comincio a navigare. Il primo che trovo è gpart: descritto come molto efficace, si mette ad analizzare il mio disco moooooooolto lentamente. Dopo circa 40 minuti di macinamento, mi mostra uno sconfortante risultato: nessuna partizione trovata.
Cosa fare? Sul sito di gpart c’è indicato, in fondo in fondo, un programmino alternativo da usare come ultima speranza: testdisk. Scaricato (chiaramente è open source), installato sulla Ubuntu Live e messo in funzione immediatamente: e zac, in meno di due minuti ha ritrovato tutte le partizioni giuste!!!! Incrociamento di dita pauroso… riavvio…
… e per fortuna c’è tutto. Stavolta ho davvero rischiato grosso. Questo post un po’ lo scrivo per sfogo, un po’ perchè così magari un’altra volta mi ricordo di questo ottimo programma!
E per la felicità di adulti e bambini un link (a wikipedia, perchè il sito ufficiale non funziona): http://en.wikipedia.org/wiki/TestDisk

