Chi sono io?

Beh una domanda di cui nessuno conosce la risposta per se stesso, o sbaglio? Comunque forse conviene che mi presenti con un po’ di quelle banalità autodescrittive/autocelebrative che generalmente utilizziamo quando ci vengono fatte domande come questa.

Dicono che sia necessario dare un nome per presentarsi. Beh, il mio nome è Francesco, ma su internet, da tempo immemorabile, uso il nickname Arunax. Che cosa significhi me l’hanno chiesto in molti, ma la risposta è una sola: non vuol dire nulla. È solo un nome che diedi al personaggio di un GDR (Baldur’s Gate, mamma mia quanto adoravo quel gioco…). Mi affezionai a quel personaggio, e poi il suono di quel nome mi sembrava simpatico, quindi è diventato il mio nick. Ah, prima che lo dimentichi, si pronuncia con l’accento sulla prima A: Àrunax. Vabbè, raccontiamo qualcos’altro di me.

Sono nato un mattino del lontano maggio 1988 in quel di Bologna, amena località della Pianura Padana ai piedi dell’appennino Tosco-Emiliano, nota ai più per i tortellini, la mortadella, i portici, le torri, i comunisti e gli universitari. Purtroppo nell’ultimo periodo i tortellini e la mortadella sono industriali, i portici sporchi, le torri sono state abbattute e i comunisti si sono fatti di fumo (in ogni senso :| ), quindi Bologna è ormai dominata dagli universitari, categoria di cui sono entrato a far parte nell’ultimo anno, per essere precisi a settembre 2007.

Prima di entrare a far parte della categoria degli universitari, ho fatto parte a lungo di quella, di minor pregio, degli studenti liceali: in particolare, di quella strana razza che frequenta la sezione B del liceo Righi di Bologna, quella con il famoso – o famigerato – Piano Nazionale Informatica (che con l’informatica c’entra abbastanza poco, ma vabbé). Anni e anni di studi matematici e scientifici hanno ormai rovinato per sempre la mia personalità, come quella di molti altri studenti, portandomi alla fine alla scelta della facoltà di Ingegneria.

Nel frattempo, durante il liceo, ho ampliato i miei interessi: tanto per distinguermi dal coro, ho iniziato a usare un sistema operativo che in pochi hanno il coraggio di usare, Linux; si, proprio quello degli hacker dei film, che parlano mettendo una z ogni tre lettere (anche ogni due a volte) e non conoscono l’esistenza del mouse. Proprio per adattarmi a questa regola ho anch’io progressivamente dimenticato l’esistenza del ratto da scrivania tanto che non sono in pochi a chiedermi come diavolo faccia a usare il computer. Comunque non sono ancora arrivato ai livelli patologici di chi il sorcio lo mette in cantina per non usarlo più.

Che altro dire? Probabilmente, anzi certamente, di altre cose ce ne sono un’infinità, ma chi le volesse scoprire le capirà usando un minimo di grano salis e leggendo il mio blog. In fondo è fatto apposta.